Il programma Fairtrade per la prevenzione del lavoro minorile
Secondo il suo terzo rapporto annuale, il Programma Fairtrade per la prevenzione e la risposta al lavoro minorile e al lavoro forzato ha finanziato 12 cooperative del cacao nell'Africa occidentale per realizzare progetti gestiti direttamente dalle comunità, raggiungendo 5.000 bambini e bambine.
Cosa funziona nella prevenzione del lavoro minorile?
Sostegno alle condizioni di vita per ridurre la povertà e consentire alle famiglie di assumere manodopera agricola temporanea se necessario. Infrastrutture scolastiche e materiale a supporto della frequenza, come: forniture scolastiche e pasti, agevolazione dei trasporti verso le scuole, coinvolgimento attivo della comunità nell'individuazione delle sfide e nella progettazione delle soluzioni.
Questi sono alcuni dei risultati emersi da un importante rapporto del 2021 condotto dal NORC dell'Università di Chicago. Quel rapporto stimava inoltre che 1,56 milioni di bambini lavorassero ancora nelle piantagioni di cacao in Costa d’Avorio e Ghana.
Si tratta di cifre che rappresentavano e rappresentano tuttora una cruda realtà. Sebbene gli Standard Fairtrade proibiscano già il lavoro minorile, e Fairtrade sostenga il miglioramento del tenore di vita tramite i prezzi minimi obbligatori, il Premio Fairtrade e i Prezzi di Riferimento per un Reddito Dignitoso (Living Income Reference Prices), vi sono ancora fattori che aumentano il rischio che la popolazione infantile sia impiegata nei campi anziché frequentare la scuola.
Nel 2022 abbiamo aggiornato lo Standard Fairtrade per il cacao richiedendo, tra le altre cose, che le cooperative implementino in modo più sistematico un sistema di monitoraggio e risposta al lavoro minorile. Si tratta di un impegno oneroso, poiché implica non solo individuare i casi di lavoro minorile, ma anche intervenire attraverso attività di prevenzione e riparazione. Non è giusto che le persone che coltivano la terra e le cooperative – che già sopportano gran parte dei rischi lungo le filiere pur disponendo di minori risorse – debbano accollarsi da sole questi costi. Per questo abbiamo introdotto l'obbligo per i trader di contribuire in qualche misura agli sforzi delle realtà produttive volte ad affrontare il lavoro minorile e altre questioni legate ai diritti umani.
Il programma Fairtrade: la centralità della prevenzione e dell'intervento
Abbiamo avviato il Programma Fairtrade per la prevenzione e la risposta al lavoro minorile e al lavoro forzato nel 2023, con l'obiettivo di indirizzare i fondi provenienti dai trader e dalle aziende del settore del cioccolato verso programmi ideati direttamente dalle cooperative.
L'idea era di fare tesoro delle nostre esperienze – in linea con le priorità individuate nel rapporto NORC – per offrire maggiore supporto alle cooperative e alle loro comunità, affrontando i rischi del lavoro minorile ed elaborando soluzioni mirate ai bisogni specifici del territorio.
L'ultimo rapporto sul programma, traccia un bilancio dei progetti di 12 cooperative, per un importo complessivo di oltre 300.000 € erogati negli ultimi tre anni. Anche le cooperative contribuiscono a ciascun progetto con una quota di cofinanziamento.
La maggior parte delle iniziative avviate finora riguarda l'ambito scolastico: dalla costruzione di nuovi complessi di aule, alla ristrutturazione di strutture esistenti, fino alla realizzazione di mense per evitare che la popolazione scolastica debba tornare a casa per il pranzo. Fino a questo momento, si stima che i progetti stiano raggiungendo circa 5.000 bambini e bambine.
Abbiamo proseguito la collaborazione con la International Cocoa Initiative (ICI) in Costa d'Avorio, focalizzata sul lavoro minorile nell'Africa occidentale. ICI ha svolto il ruolo di consulente per il programma e lo scorso anno ha tenuto corsi di formazione su progetti di infrastrutture igienico-sanitarie (WASH - acqua, servizi igienico-sanitari e igiene). Nell'ultimo anno, ICI ha iniziato a collaborare con Fairtrade Africa e otto cooperative per sostenere la costruzione di impianti WASH nelle scuole, nello specifico latrine e stazioni per il lavaggio delle mani, come progetti di prosecuzione nella terza fase per migliorare ulteriormente l'ambiente scolastico.
«Gli interventi di maggior successo sono quelli identificati e condivisi direttamente dalla comunità, ed è esattamente ciò che questo programma sostiene», ha affermato Assouan Kouame, Senior Programme Officer di Fairtrade Africa. «Le cooperative del cacao Fairtrade stanno migliorando la qualità della scuola per tutti i bambini e le bambine delle loro comunità, affrontando le cause primarie del lavoro minorile».
Alcuni progetti in evidenza: nuove strutture scolastiche e una scuola dell'infanzia per i più piccoli
Il nuovo rapporto mette in luce quattro cooperative e i progetti da esse completati.
Un esempio è la cooperativa DAVO COOP CA a Gagnoa. La vecchia scuola del villaggio, situata in una zona remota e con il tetto in paglia di palma, presentava infiltrazioni durante la stagione delle piogge ed era troppo piccola per accogliere l'intera popolazione scolastica, rendendo necessari doppi turni (mattutini e pomeridiani). Poiché la frequenza al turno pomeridiano era decisamente inferiore, DAVO ha voluto ampliare l'istituto per offrire a tutti l'opportunità di frequentare a tempo pieno.
Grazie a un finanziamento di 17.000 €, la cooperativa ha costruito un blocco di tre aule, una struttura molto più capiente in grado di proteggere la classe anche nei giorni di pioggia. Oltre 290 bambini e bambine beneficeranno della nuova struttura.
Come progetto integrativo, la cooperativa ha ottenuto ulteriori fondi Fairtrade e il supporto tecnico di ICI per avviare la costruzione di latrine, stazioni per il lavaggio delle mani e una mensa scolastica.
Yao Kouame Leopold sottolinea il valore della nuova scuola e confida nei futuri miglioramenti: «A Ndrikro ora abbiamo una scuola con tre aule, il che significa che i nostri figli non sono più costretti ad andare lontano. (...) Una mensa permetterà ai bambini dei campi circostanti di rimanere qui a mezzogiorno, anziché percorrere chilometri per mangiare e poi ritornare il pomeriggio».
Un altro esempio è la cooperativa SCOOPS-EDIFIE-DOUKOUYA, che ha riscontrato la mancanza di servizi per l'infanzia qualificati in una delle comunità, situazione che costringeva i genitori a portare i piccoli con sé nei campi o a lasciarli nel villaggio. La cooperativa ha ricevuto 17.000 € per costruire una scuola dell'infanzia che accoglie 80 bambini e bambine. Ha inoltre ricevuto fondi aggiuntivi e supporto tecnico da ICI per la costruzione di servizi igienici e stazioni di lavaggio mani.
«In passato, i genitori andavano nei campi con molta preoccupazione perché non sapevano dove lasciare i propri figli», ha dichiarato Zehi Herman Marcel, segretario del villaggio. «Oggi, grazie a questa scuola dell'infanzia, possono andare al lavoro più sereni. Siamo felici e tutta la comunità lo è».
Le strutture scolastiche completate stanno già facendo la differenza nelle rispettive comunità, mentre i progetti ancora in corso stanno trasferendo conoscenze e competenze al personale delle cooperative e ai membri della comunità. Quest'anno condurremo una valutazione indipendente del programma, i cui risultati saranno pubblicati all'inizio del 2027.