Fairtrade e la direttiva anti-greenwashing
Sostenibilità? È ciò che tutti ci aspettiamo. Ma deve essere onesta, verificabile e priva di promesse vaghe. Per questo l'Europa ha introdotto la direttiva Empowering Consumers for the Green Transition (EmpCo), recentemente recepita in Italia con il Decreto 30. Una normativa pensata per proteggere consumatori e consumatrici da dichiarazioni di sostenibilità fuorvianti, facendo finalmente chiarezza in un panorama sempre più affollato.
I trend di consumo confermano che la richiesta di prodotti sostenibili non accenna a diminuire. Ma come possono consumatori e consumatrici compiere scelte consapevoli e avere fiducia nei marchi che trovano sulle confezioni? La Direttiva UE Empowering Consumers for the Green Transition mira ad affrontare questa sfida, facendo maggiore chiarezza in un panorama della sostenibilità sempre più affollato. L’obiettivo è ridurre il greenwashing e distinguere gli schemi di certificazione credibili dalle etichette dal limitato impatto.
Cos’è la direttiva anti-greenwashing?
Con "direttiva anti-greenwashing" è più nota in Italia la Direttiva UE Empowering Consumers for the Green Transition (in breve EmpCo o anche ECGT), che mira a proteggere consumatori e consumatrici da dichiarazioni ed etichette ambientali fuorvianti. La direttiva vieta le dichiarazioni ambientali vaghe e prive di fondamento, proibisce il marketing sulla neutralità climatica basato esclusivamente sulla compensazione o sull'asserzione che un prodotto abbia un impatto neutro, ridotto o positivo sull'ambiente, e richiede una verifica indipendente per i marchi di sostenibilità. In Italia è stata già recepita, senza sostanziali modifiche, con il Decreto Legislativo 30 del 20 febbraio 2026 e diventerà applicabile per le imprese operanti nell'UE a partire dal 27 settembre 2026.
Il ruolo di Fairtrade
Con la crescita delle aspettative in termini di trasparenza, certificazioni come Fairtrade svolgono un ruolo fondamentale nell'aiutare le aziende a soddisfare tali requisiti. Inoltre, il Marchio Fairtrade consente una comunicazione chiara sulle confezioni, supportata da standard rigorosi e da una verifica indipendente, rafforzando la fiducia dei consumatori.
Questa direttiva svolgerà un ruolo importante nel sostenere i marchi più affidabili, garantendo condizioni di partenza pari alle aziende che si impegnano concretamente nella sostenibilità. Consentirà anche a consumatori e consumatrici di scegliere e sostenere più facilmente i prodotti e le imprese che promuovono un cambiamento ambientale e, indirettamente, anche sociale.
Informazioni sulla certificazione
Attualmente, il principale organismo di certificazione per Fairtrade è FLOCERT, accreditato secondo la norma ISO-17065. L'accreditamento ISO-17065 è il principale standard di qualità riconosciuto a livello internazionale per gli organismi che gestiscono sistemi di certificazione di prodotto. FLOCERT segue tale norma in tutte le operazioni di certificazione ed è a sua volta soggetta a audit esterni da parte dell'ente di accreditamento tedesco DAkkS.
Informazioni sul Marchio Fairtrade
Dal 2021, il Marchio FAIRTRADE è registrato come Marchio di Certificazione Europeo ed è riconosciuto come etichetta di sostenibilità. Si basa su uno schema di certificazione che soddisfa i requisiti definiti dalla EmpCo, in particolare per quanto riguarda il monitoraggio della conformità. Gli Standard Fairtrade rappresentano le fondamenta dell'organizzazione e forniscono il quadro di riferimento e le linee guida per i trader e i produttori agricoli certificati. La certificazione Fairtrade è trasparente ed equa, ed è aperta ai produttori e ai trader disposti e in grado di soddisfare i propri requisiti.
Come Fairtrade risponde alle richieste della Direttiva
-
Uno schema aperto
-
Sviluppato insieme agli stakeholder
-
Procedure chiare in caso di non-conformità
-
Audit indipendente di terza parte
Più di un bollino
Non ci limitiamo ad apporre un'etichetta etica sui prodotti: creiamo un vero cambiamento sostenibile distribuendo le risorse in modo più equo alla base della filiera, valorizzando le competenze agricole locali e regionali, e definendo standard che proteggono le persone e l'ambiente.
Find out more