Oro etico: un passo avanti verso un futuro sostenibile
L’oro ancora oggi accompagna i momenti più importanti della nostra vita. Ma che cosa si nasconde dietro l’estrazione di questo metallo?
Dalla nascita al matrimonio spesso i gioielli vengono simbolicamente regalati per sottolineare l’auspicio che il sentimento che vogliamo esprimere possa rimanere nel tempo, proprio come questo materiale così prezioso e duraturo.
Ma che cosa si nasconde dietro l’estrazione di questo metallo che utilizziamo proprio per ricordare attimi di felicità profonda?
Ci siamo mai chiesti quali sono le condizioni di vita e di lavoro delle persone che lavorano per estrarlo? Come facciamo a essere sicuri che l’oro che acquistiamo non abbia portato danni alle persone e all’ambiente e sia estratto con criteri etici? Iniziamo questo viaggio.
Qual è la differenza tra oro etico e oro non etico?
La differenza tra oro etico e oro non etico risiede principalmente nei criteri sociali e ambientali con cui viene estratto.
Pensa che soltanto la produzione di una fede nuziale provoca 3 tonnellate di rifiuti e l’utilizzo tra i 50 e i 150 grammi di mercurio.
La corsa all’oro provoca l’appropriazione illegale (ovvero senza il consenso della popolazione) di interi territori e il loro depauperamento e la contaminazione delle risorse primarie.
L’oro è responsabile inoltre dello sfruttamento delle popolazioni locali: si calcola che siano circa 10 milioni di minatori coinvolti che vivono in prossimità o all’interno dei siti in condizioni precarie di sicurezza. 1 milione di essi sono bambini.
L’oro etico viene invece estratto legalmente, in miniere che hanno ottenuto i diritti di estrazione sul territorio e nelle quali sono impiegate principalmente proprio le comunità locali.
Viene estratto anche con maggiore attenzione sia alla sicurezza delle persone sia all’inquinamento ambientale, riducendo al minimo l’uso del mercurio e utilizzandolo in cicli chiusi, per evitarne la dispersione nell’ambiente.
Estrazione dell’oro: le conseguenze ambientali e sociali
Normalmente l’oro viene estratto in due modi:
- dalle rocce, utilizzando esplosivo che permette di frammentarle fino poi a ridurle a pulviscolo;
- dal dilavamento quindi dalla movimentazione della terra, nelle cosiddette miniere alluvionali dove l’oro viene raccolto dal terreno lavato e setacciato.
Dopo l’estrazione, viene aggiunto il mercurio che ha la caratteristica di legare a sé l’oro. Questo composto, chiamato amalgama, viene riscaldato per far evaporare il mercurio che si disperde nell’ambiente in modo da ottenere soltanto l’oro.
L’utilizzo del mercurio ha un impatto notevole a livello ambientale e sulle persone: ha la caratteristica di non biodegradarsi e quindi, precipitando, di depositarsi sulla terra e di conseguenza sui prodotti agricoli; sull’acqua e quindi nei pesci.
Da lì all’uomo: queste zone hanno una incidenza più alta di tumori.
In Perù ad esempio, dove il 20% del territorio è in concessione alle compagnie minerarie, lo Stato ha definito i quantitativi di mercurio acquistabili a seconda dei volumi di terra movimentati, della dimensione delle cooperative di estrazione e dei macchinari disponibili.
Ma la situazione delle miniere illegali, cioè non autorizzate dalle comunità che possiedono i terreni di estrazione, è molto diffusa. Questi siti utilizzano quantità di mercurio superiori ai limiti di legge, in grado così di amalgamare più metallo.
Nell’ambito dell’oro etico invece ci si appoggia a cooperative di minatori o a miniere attente ai bisogni della popolazione locale.
La realtà delle miniere artigianali
Limata è una di queste. È una cooperativa nata 13 anni fa che si trova a quota 4600 metri sul livello del mare nella regione di Puno, nel Sud del Perù, ai confini con la Bolivia.
È composta da 35 soci e da altri 15 lavoratori dipendenti. Soci e lavoratori abitano nel territorio dove si trova la miniera ed è quindi molto alta la loro sensibilità ambientale.
Utilizza il mercurio soltanto per raccogliere il pulviscolo mentre il lavoro di setaccio per estrarre le pepite viene gestito a mano dalle donne.
L’amalgama poi viene riscaldata al chiuso e il mercurio viene raccolto e riutilizzato senza disperdersi.
Prima della certificazione Fairtrade, conseguita 8 anni fa, le infrastrutture in miniera erano di lamiera e molto fredde; non c’era una mensa o una cucina comune, né acqua calda o bagni chimici.
Le persone lavoravano senza dispositivi di protezione e senza macchinari per scavare. Inoltre non aveva le risorse per coprire le parti cavate.
Come riconoscere l’oro etico
Se vuoi contribuire a un mercato più etico dell’oro, scegli quello certificato Fairtrade: lo puoi riconoscere dal marchio inciso sui gioielli ma anche chiedendo al tuo artigiano di fiducia di acquistare oro etico a condizioni Fairtrade.
La certificazione Fairtrade prevede infatti:
- tutela delle comunità locali attraverso l’estrazione legale operata dai membri stessi della comunità;
- formazione sui rischi del lavoro, implementazione di processi estrattivi sicuri per le persone e dispositivi di protezione individuali;
- il riconoscimento agli stessi minatori di almeno il 95% del prezzo di borsa contro il 70% del mercato tradizionale;
- il riconoscimento del Premio Fairtrade che consente ai minatori di beneficiare le loro comunità.
- la protezione dell’ambiente grazie ai metodi estrattivi poco impattanti;
- la tracciabilità dell’oro dall’origine al cliente finale.
Ad esempio, la cooperativa Limata, dopo 8 anni di certificazione, ha potuto:
- ricostruire in cemento e legno isolante i bagni, le cucine, il dormitorio e l’ambulatorio;
- fornire un servizio mensa ai minatori e alle donne impiegate in miniera;
- chiudere il 50% dei terreni cavati che sono stati riempiti, rimboscati e dedicati all’allevamento di alpaca che rappresentano la seconda fonte di reddito per le famiglie;
- acquistare nuove divise con imbottitura termica per i lavoratori;
- ampliare il centro medico con la presenza stabile di una medica;
- acquistare 3 scavatori e 2 macchinari per movimentare la terra.
La prima oreficeria italiana a scegliere l'oro Fairtrade
Nel 2016, il laboratorio dell'orefice Mara Bragaglia è diventato il primo in Italia ad adottare l'oro certificato Fairtrade nella produzione di gioielli.
Una scelta fatta quando questa certificazione era ancora quasi sconosciuta nel settore orafo italiano. Significa che da quel momento, ogni gioiello realizzato con quell'oro poteva offrire qualcosa di concreto e verificabile: la certezza che il metallo era stato estratto rispettando persone e ambiente, con una tracciabilità documentata dall'ente certificatore indipendente FLOCERT.
Un precedente che conta. Dimostra che la certificazione Fairtrade non è riservata alle grandi produzioni industriali: è accessibile anche all'artigianato di qualità.
Perché acquistare l’oro etico e sostenibile
Acquistare oro etico e sostenibile fa davvero la differenza per le persone che lo estraggono dall’altra parte del mondo!
Non solo potranno guadagnare di più e dotarsi dei mezzi per migliorare la qualità della loro vita nei luoghi dove vivono e lavorano ma anche tutelare e proteggere il fragile ecosistema nel quale si estrae un metallo così prezioso.
In Perù, dove Fairtrade lavora con le cooperative di minatori artigianali e su piccola scala dal 2014, quindici organizzazioni certificate nelle regioni di Arequipa, Ayacucho e Puno hanno esportato complessivamente oltre 6.200 kg di oro a condizioni Fairtrade, generando più di 12 milioni di dollari di Premio distribuiti direttamente tra i lavoratori. La certificazione ha coinvolto oltre 3.800 persone.
Per ogni chilogrammo di oro venduto in regime Fairtrade, i minatori ricevono 2.000 dollari di Premio aggiuntivo, gestito democraticamente dall'assemblea della cooperativa. Con queste risorse le organizzazioni hanno potuto, tra le altre cose:
- ristrutturare gli alloggi in alta quota, sostituendo le lamiere non isolate con strutture adeguate alle temperature estreme delle Ande;
- dotare 120 donne lavoratrici di dispositivi di protezione individuale;
- costruire impianti di trattamento dell'acqua potabile per minatori e comunità locali;
- eliminare progressivamente il mercurio, passando a tecnologie di separazione gravimetrica senza sostanze tossiche.
Sono investimenti decisi dai minatori stessi. Resi possibili, gioiello dopo gioiello, da chi sceglie l'oro etico certificato Fairtrade.
Se ci tieni a vivere in modo sostenibile, prima di acquistare un gioiello per i momenti più importanti della tua vita, chiediti cosa si nasconde dietro l’oro che compri dal tuo artigiano di fiducia.
E se non ha ancora pensato all’oro Fairtrade, chiedigli di acquistarlo: è più facile di quello che pensa!
Davvero così il tuo regalo alle persone che ami non avrà contribuito a creare sfruttamento e inquinamento ambientale ma a dare dignità e valore al lavoro prezioso che svolgono i minatori.