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EmpCo cambia le regole sui claim di sostenibilità: cosa comporta per le imprese?

  • 29.09.26

La Direttiva UE Empowering Consumers (EmpCo) è entrata in vigore domenica, introducendo nuovi requisiti per i claim ambientali e le etichette di sostenibilità. L'obiettivo è offrire a chi acquista maggiore chiarezza sulle informazioni ambientali trasmesse durante la spesa. Ma cosa significa questo all'atto pratico? E aiuterà davvero le persone a fare scelte più consapevoli?

Cosa serve sapere e perché un sistema di certificazione credibile fa la differenza

Il panorama della sostenibilità è sempre più affollato. Le imprese diffondono un numero crescente di claim ambientali e sociali, mentre le persone si trovano ad affrontare un numero sempre maggiore di etichette e simboli sui prodotti.

Questo può rendere difficile comprendere il reale significato di un claim, quali prove lo sostengano e se l'organizzazione che lo promuove sia davvero affidabile.

La direttiva EmpCo nasce per affrontare alcune di queste sfide, definendo requisiti più chiari per i claim e le etichette di sostenibilità.

1.      I claim devono avere fondamenta solide

Le imprese dovranno garantire che i claim ambientali siano adeguatamente comprovati e non traggano in errore chi acquista. Dichiarazioni generiche come "green", "ecologico" o "sostenibile" saranno soggette a un controllo più severo, ed è richiesta la massima specificità unitamente a prove concrete per supportare ciò che viene comunicato.

Si tratta di un passaggio di consegne fondamentale: anziché limitarsi a valutare se un'affermazione sulla sostenibilità "suoni bene", chi compra deve poter contare sul fatto che dietro vi sia un valore concreto e misurabile.

Per chi fa impresa, ciò significa andare oltre la semplice formulazione del claim, analizzando le evidenze, i requisiti e i processi su cui si fonda.

2.      Un marchio è credibile tanto quanto il sistema su cui si poggia

Lo stesso principio vale per imarchi di sostenibilità.

Un marchio aiuta le persone a orientarsi in un mercato complesso, ma il suo valore reale dipende da ciò che rappresenta. Quali requisiti garantisce? Come vengono definiti? Chi ne verifica il rispetto? E quanto è indipendente questo processo?

EmpCo introduce nuovi requisiti per i sistemi di etichettatura di sostenibilità, riguardanti in particolare la governance e la verifica, ponendo maggiore enfasi sulle strutture di supporto.

3.      La verifica indipendente genera fiducia

La verifica indipendente è un tassello essenziale di un sistema di certificazione credibile. Garantisce infatti che la conformità ai requisiti definiti sia valutata da una parte terza indipendente, anziché basarsi sulle sole autodichiarazioni aziendali.

Un sistema di certificazione solido combina quindi diversi elementi: requisiti ben definiti, un processo trasparente per la valutazione della conformità e una supervisione indipendente su tale processo.

Per chi fa la spesa, questo rende le informazioni sulla sostenibilità molto più affidabili.

Un'opportunità per le aziende che investono davvero nella sostenibilità

EmpCo non si limita a restringere ciò che le imprese possono dichiarare: crea un'opportunità per le realtà aziendali impegnate concretamente sul fronte della sostenibilità, consentendo loro di dimostrare chiaramente il proprio lavoro.

Molte imprese investono già in approvvigionamenti più responsabili, interventi di tutela ambientale e sostenibilità sociale. Tuttavia, il lavoro dietro a questi sforzi è spesso difficile da comunicare al pubblico in modo chiaro e credibile.

Un sistema di certificazione credibile colma questa distanza.

Piuttosto che fare affidamento su affermazioni generiche, le imprese possono avvalersi di Standard definiti e di una verifica indipendente per dimostrare cosa significhino all'atto pratico i propri impegni. E anziché chiedere alle persone di fidarsi sulla parola, la certificazione offre una base terza e neutrale a supporto dei claim di prodotto.

Inoltre, ciò consente alle aziende di dare maggiore coerenza alla comunicazione sulla sostenibilità, creando un ponte diretto tra quanto avviene lungo la filiera di approvvigionamento e ciò che si legge sulla confezione.

In definitiva, l'opportunità risiede nel rendere più visibili gli sforzi concreti di sostenibilità, offrendo a chi acquista informazioni chiare su cui basare le proprie decisioni.

Il ruolo di Fairtrade

Da decenni Fairtrade opera attraverso un sistema di certificazione verificato in modo indipendente. Gli Standard Fairtrade definiscono i requisiti che i produttori agricoli e i trader devono rispettare, mentre le attività indipendenti di certificazione e monitoraggio ne accertano la conformità.

FLOCERT, il principale ente di certificazione per Fairtrade, è accreditato secondo la norma ISO 17065, lo standard riconosciuto a livello internazionale per gli organismi che gestiscono sistemi di certificazione di prodotto. Le sue attività di certificazione sono sottoposte alla supervisione esterna del DAkkS, l'ente di accreditamento tedesco.

Insieme, gli Standard, il sistema di certificazione e la supervisione terza costituiscono il pilastro del Marchio Fairtrade, offrendo alle imprese una struttura consolidata per mettere in pratica e comunicare i propri impegni di sostenibilità.

Tutto ciò assume un peso rilevante in un contesto di sostenibilità in continua evoluzione. In un mercato in cui le persone si trovano a districarsi tra una quantità crescente di etichette e claim ambientali, le imprese necessitano di partner le cui dichiarazioni siano sostenute da Standard precisi, evidenze oggettive e verifiche terze.

La direttiva EmpCo sta alzando l'asticella della comunicazione di sostenibilità. Per il mondo delle imprese rappresenta l'opportunità di collaborare con sistemi di certificazione trasparenti e autorevoli, capaci di trasformare un impegno reale in claim chiari e meritevoli di fiducia.

Nota: questo articolo non costituisce una consulenza legale.