Domande e risposte: Vikram Singh Chauhan, responsabile globale Fairtrade per il tè
Il settore del tè sta attualmente affrontando una serie di sfide, tra cui i cambiamenti climatici e l'evoluzione della domanda dei consumatori, e i piccoli coltivatori di tè ne stanno risentendo. Abbiamo incontrato Vikram Singh Chauhan, responsabile globale del tè di Fairtrade, per parlare di questi temi e del ruolo di Fairtrade.
Qual è la sfida più grande che il settore del tè deve affrontare attualmente?
Il cambiamento climatico ha conseguenze profonde sul tè. Ha causato un aumento delle temperature e portato precipitazioni imprevedibili. Ha persino provocato condizioni meteorologiche estreme, che stanno influenzando i raccolti e la qualità, creando una maggiore dipendenza dall'irrigazione e portando a un aumento dei parassiti e delle epidemie. La coltivazione del tè richiede molta manodopera e anche i raccoglitori ne risentono. Ad esempio, il fenomeno dell'elevata umidità unita alle alte temperature in India ha reso difficile per i raccoglitori svolgere le loro attività in sicurezza.
Cosa sta facendo Fairtrade per affrontare il cambiamento climatico?
Fairtrade continua a promuovere le buone pratiche agricole. Fairtrade NAPP (il coordinamento dei produttori agricoli di Asia e Pacifico ndr) lavora sul campo con le nostre piantagioni certificate su un approccio olistico all'agricoltura, ad esempio con il compostaggio organico e la gestione integrata dei parassiti. In questo modo gli agricoltori possono rispondere meglio al cambiamento climatico, migliorando al contempo la biodiversità.
Questo sta facendo la differenza?
Queste pratiche agricole stanno aiutando a contrastare gli effetti del cambiamento climatico, ma stanno anche portando all'aumento di piantagioni che passano alla coltivazione biologica. Attualmente, circa il 30% delle nostre piantagioni di tè è biologico e vediamo che questo numero è in crescita. Questo è fantastico ed è la direzione che vogliamo seguire.
E l'eccedenza è ancora un problema?
Sì, la crescita dell'offerta globale di tè supera la domanda e c'è un'eccedenza. Questo porta a prezzi bassi e a rendimenti bassi per gli agricoltori. Dobbiamo continuare a trovare modi per gestire le eccedenze, incoraggiando al contempo la diversificazione delle aziende agricole. Sono in gioco i mezzi di sussistenza e dobbiamo agire.
Se potesse cambiare una cosa nell'industria del tè in questo momento, quale sarebbe?
La percezione che i consumatori hanno del tè deve cambiare; non tutti i tè sono uguali: se si vuole una buona qualità bisogna acquistare tè di alta qualità commercializzato in modo equo. L'industria del tè non sta creando il valore che dovrebbe per la seconda bevanda più consumata al mondo (dopo l'acqua), e vorrei che questo potesse cambiare.