I Comuni di Imola (BO) e Valdagno (VI) diventano Territori Equosolidali
In occasione dell’incontro “Politiche del cibo, acquisti pubblici e ruolo degli enti locali” che si è svolto il 4 dicembre a Padova, i Comuni di Imola e Valdagno sono diventati “Territori Equosolidali”. A consegnare il riconoscimento sono stati Fairtrade Italia, Equo Garantito e Associazione Botteghe del Mondo, organizzazioni promotrici dell’omonima campagna nazionale e l’Assessora Francesca Benciolini del Comune di Padova.
Il titolo di Territorio Equosolidale riconosce un impegno dimostrato nel tempo a supporto delle organizzazioni italiane di Commercio Equo e Solidale, attraverso gli acquisti pubblici, l’educazione, la formazione, l’attività di sensibilizzazione ed eventi. Territori Equosolidali è un’opportunità che Regioni e Comuni hanno di unirsi ad altri per sviluppare e rendere visibili le iniziative della collettività a favore del Commercio Equo e Solidale e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs - Agenda 2030). La campagna opera in continuità con l'iniziativa internazionale Fair Trade Towns che coinvolge quasi 5.000 enti locali in quasi 30 paesi, dal Canada al Brasile.
Le motivazioni dei riconoscimenti
Il titolo è stato conferito al Comune di Imola, in riferimento alla collaborazione con l'Associazione San Cassiano - Bottega Giusto Scambio, per il sostegno concreto allo sviluppo del Commercio Equo e Solidale sul territorio. Viene riconosciuto il supporto alla realizzazione di iniziative educative e culturali sui temi della giustizia sociale ed economica e, in particolare, la concessione in comodato gratuito, da ben 25 anni, dei locali in cui è attiva a Imola l'Associazione San Cassiano con la Bottega equosolidale Giusto Scambio.
Al Comune di Valdagno, in riferimento alla collaborazione con la Cooperativa Canalete, è stato riconosciuto il sostegno continuo alla realizzazione di attività educative, culturali e sociali e per la promozione di diritti, accoglienza, legalità e di un’economia solidale che mette al centro le persone e la comunità. Un impegno sancito dalla recente convenzione tra il Comune e la Cooperativa Canalete – attiva da trent'anni sul territorio nella promozione ed educazione al Commercio Equo e Solidale – nata per dare ancora più forza a questo percorso aperto alla collaborazione e alla partecipazione tra istituzioni e cittadinanza, per sostenere quanto costruito insieme e proseguire con rinnovato impegno.
Le dichiarazioni
“Nel congratularci con gli enti che da oggi si uniscono ai Territori Equosolidali e con l'auspicio di coinvolgerne altri, evidenziamo come gli acquisti pubblici sostenibili rappresentino uno strumento strategico fondamentale per promuovere uno sviluppo economico, sociale e ambientale equilibrato — ha dichiarato David Cambioli, Presidente di Equo Garantito — Attraverso scelte di fornitura responsabili, le amministrazioni pubbliche possono orientare il mercato verso prodotti e servizi che riducono l’impatto ambientale, valorizzano l’innovazione, garantiscono condizioni di lavoro eque e contribuiscono all’efficienza nell’uso delle risorse. Non si tratta solo di adempiere a obblighi normativi, ma anche e soprattutto di rafforzare la qualità della spesa pubblica, stimolare la competitività delle imprese e generare benefici misurabili per le comunità. Gli acquisti pubblici sostenibili sono quindi una leva essenziale per accelerare la transizione ecologica, migliorare la resilienza dei territori e costruire un futuro più giusto e responsabile per le generazioni presenti e future”.
“Accogliamo con grande entusiasmo l'ingresso di Imola e Valdagno nella nostra rete, un segnale importante di vitalità e consapevolezza — ha commentato Paolo Pastore, Direttore Generale di Fairtrade Italia — In un momento storico in cui le sfide globali richiedono risposte urgenti, il ruolo degli enti locali è cruciale. Diventare un Territorio Equosolidale significa agire concretamente per localizzare gli Obiettivi dell'Agenda 2030, avvicinando i cittadini e le cittadine ai produttori e alle produttrici e dimostrando che le scelte della Pubblica Amministrazione possono generare un impatto positivo reale. Questi Comuni dimostrano che è possibile costruire ponti di solidarietà che, partendo dal locale, contribuiscono a garantire giustizia ed equità nelle filiere globali”.
Conclude Massimo Renno, portavoce Associazione Botteghe del Mondo: “Desiderare il territorio equo e solidale significa tessere speranza verso rassegnazione, intreccio verso solitudine, parola collettiva dove si chiede silenzio e obbedienza: per questo motivo servono atti di coraggio amministrativo e di una relazione che ricolloca, risignifica e ripensa il territorio come luogo del diritto, dello spazio interiore e dell’utopia praticata. Solo se mettiamo al centro della nostra agenda il cambiamento e la cura, la responsabilità di essere comunità come atto politico ed insistiamo sui valori simbolici delle sue parole chiave e sulla capacità di creare relazioni eque e solidali, potremo elaborare socialmente e culturalmente un nuovo senso dell’abitare a partire dal diritto a territori educanti”.